L’antico Sentiero del Gerolìn collegava Durlo a Campodalbero. Ci troviamo, infatti, nell’Alta Valle del Chiampo, in provincia di Vicenza, ai piedi delle Piccole Dolomiti. A quei tempi, la valle era selvaggia e impervia.
La piccola contrada del Gerolìn si trova circa a metà del sentiero, oggi in stato di decadenza. Chissà quante storie di vita racconterebbero queste mura se solo potessero parlare…


Un tempo questa strada rappresentava il percorso utilizzato per trasportare i defunti nella bara fino al cimitero di Durlo, poiché a Campodalbero era presente la chiesa ma non il cimitero.

Si sale in direzione di Arzignano e successivamente di Chiampo, Ferrazza, proseguendo verso Campodalbero. Il piccolo parcheggio è situato di fronte al laghetto di Campodalbero, che un tempo era più ricco d’acqua. È ideale per chi ha mezza giornata libera, con la possibilità di estendere l’itinerario e raggiungere la cima del Monte Telegrafo 1562 metri seguendo il sentiero 209 e poi il 213, riservato agli escursionisti esperti con passo sicuro.
ESCURSIONE IN SINTESI:
- PARTENZA: contrà Molino (100 metri dopo il parcheggio, si percorre la strada asfaltata)
- PARCHEGGIO: davanti al laghetto di Campodalbero
- SENTIERO: CAI 206
- DISLIVELLO: 270 metri D+
- DURATA: 1 ora e 30 minuti
- DIFFICOLTÀ: facile (primo tratto salita ripida)
- PUNTI DI APPOGGIO: nessuno
- TIPOLOGIA SENTIERO: ad anello
- non adatto a passeggini, possibilità di percorrerlo con MTB (attenzione alcuni tratti ripidi e sconnessi)



DESCRIZIONE ITINEARIO
Dopo aver parcheggiato, mi incammino verso Contrà Molino seguendo le indicazioni. Mi addentro nella contrada, caratterizzata da fontane e dettagli che raccontano un passato recente. Superata la zona, attraverso un antico ponte in pietra sulla sinistra e inizio a salire lungo il sentiero.



Al primo bivio, svolto a destra sul sentiero 206. Affronto una ripida salita immersa nel bosco, su un tappeto di foglie secche. Occhio agli ostacoli nascosti! Questa la parte più impegnativa del percorso.

Al centro del percorso, un sentiero più stretto sulla destra potrebbe confondere i meno esperti. Continuo dritta lungo un ampio sentiero, adornato da campanelle che si distinguono chiaramente dai bucaneve per le loro caratteristiche uniche.
La strada prosegue con una salita costante fino a raggiungere il prossimo segnavia, immergendosi nella splendida Valle del Prà.

Le indicazioni sono chiare: dobbiamo svoltare obbligatoriamente a sinistra, proseguendo sempre sul sentiero 206 in direzione dell’ex contrà Gerolìn. La strada è sterrata e ampia, e l’unica difficoltà è rappresentata dalla salita piuttosto impegnativa. Per il resto, il percorso è semplice. L’aria è ancora frizzante, poiché mi trovo all’ombra, ma considera che sto percorrendo questo sentiero ai primi di marzo. È una salita che potrebbe essere perfetta anche in estate, grazie alla frescura del bosco che la circonda.


Alla mia destra posso vedere la catena del Tre Croci e il Monte Gramolon. Dopo il segnavia, la salita diventa più agevole e riesco a riprendere fiato. Proseguendo, il sentiero si addolcisce, diventando quasi pianeggiante. Ho guadagnato circa 200 metri di dislivello e, attraverso i rami spogli degli alberi, si apre davanti a me un panorama davvero suggestivo. Poco dopo, inizia una breve discesa, e lungo il percorso incontro una vecchia casa diroccata: la contrada del Gerolìn. Mi ritrovo a riflettere su come potesse essere la vita quassù un tempo…


EX CONTRADA GEROLìN
La casa del Gerolìn, una delle contrade più isolate di Campodalbero, si trova a circa metà del sentiero e dà il nome allo stesso. Tra le rovine della casa crescono delle timide primule, e proprio al centro della struttura è nata una pianta. Un paio di vecchie scarpe sono poste su una delle finestre e vicino c’è un’altra casa e una antica fontana.


PROSEGUO VERSO DURLO
Raggiungo un bivio: a sinistra un’indicazione porta verso la contrà Molino, una strada che forse percorrerò al ritorno. Per ora, proseguo in direzione di Durlo.
Man mano che avanzo, il panorama diventa più ampio e l’ambiente circostante si trasforma: il terreno è ricoperto di rocce, e l’erica in fiore dona un tocco di colore al paesaggio. In questo tratto, il sentiero, sempre ampio, è molto agevole, con alcuni saliscendi tranquilli. È importante prestare attenzione ai dettagli lungo il percorso: in prossimità di un grande masso, vicino a una staccionata, abbassando lo sguardo si può scorgere un vecchio ponte. Probabilmente, un tempo il sentiero passava da un livello inferiore o seguiva un tracciato diverso.


Il sentiero inizia a salire leggermente fino a incrociare i percorsi chiamati “i sentieri dell’acqua” di Durlo. Tuttavia, io proseguo dritta, senza deviazioni. I sentieri dell’acqua a Durlo sono facilmente riconoscibili grazie al simbolo di una goccia blu, visibile su alberi e rocce lungo il percorso. La strada forestale che sto seguendo, a parte il primo tratto abbastanza ripido, si snoda dolcemente attraverso il silenzio del bosco, accompagnata dal canto degli uccelli e dai primi segnali della primavera che si fa spazio.

Siamo ormai vicini a Durlo. Tra non molto, le ampie distese di prato accoglieranno le mucche al pascolo, in un quadro che sa di serenità e tradizione. Percorrere questi itinerari in solitudine mi regala sensazioni profonde, difficili da descrivere a parole. Ogni passo, ogni respiro, ogni angolo di panorama che cattura il mio sguardo sembra riempire l’anima di pace. I profumi della natura sono inebrianti, e il canto degli uccellini diventa una melodia dolce che mi accompagna lungo il cammino.

Cammino lungo il sentiero, immersa nella quiete. La montagna e la natura mi trasmettono un profondo senso di pace e armonia.
Avvolta nei miei pensieri, raggiungo un nuovo incrocio di sentieri, dove si intersecano il 209 e il 213. Il sentiero 213 conduce alla cima del Monte Telegrafo, un’escursione molto appagante per chi desidera prolungare il percorso. Tuttavia, è riservata agli escursionisti esperti, poiché include tratti esposti. L’ultimo tratto, prima di raggiungere la cima, si sviluppa su un ripido pendio erboso, dove è fondamentale prestare attenzione.


IL RIENTRO A VALLE
Il mio percorso termina nel punto in cui si sbuca su una strada asfaltata. Per il rientro, scelgo una variante. Dopo una breve sosta per osservare il panorama, torno sui miei passi. A circa un quarto del percorso di ritorno, troverò un sentiero che permette di formare un breve anello. Supero la zona più rocciosa incontrata all’andata, passo accanto a un grande masso, scendo leggermente e, sulla destra, trovo il segnavia “Molino – Graizari”.

Seguendo questa segnalazione, il sentiero scende con qualche scalino e prosegue in modo graduale all’interno di un bosco tranquillo. Poco dopo, incontro un antico capitello restaurato e una panchina in legno, ideale per una breve pausa. Al successivo bivio, seguo le indicazioni per Contrà Molino, girando a sinistra. Qui il sentiero diventa un po’ più ripido, ma ben segnalato con segnavia rossi sugli alberi.

Arrivata al successivo incrocio, dove un segnale indica “Durlo“, proseguo dritto, evitando il sentiero a destra, e mi ricollego al percorso dell’andata, completando così il mio giro ad anello. Questo tratto fa parte del “Sentiero dei Presepi“, percorribile anche in estate. Lungo il percorso incontro una scultura di Pinocchio e un’area di sosta con panchina e tavolo, oltre a un grande masso decorato con una piccola Madonna.

Riprendendo il sentiero iniziale e passando per Contrà Molino, concludo il mio giro quasi ad anello. Prima di terminare, consiglio di fare un salto al laghetto di Campodalbero e ai suoi salti d’acqua: oggi ridotti al minimo, ma comunque un luogo carino dove rilassarsi al sole.
Raccomando sempre di rispettare l’ambiente, evitando di lasciare tracce del nostro passaggio e mantenendo puliti i luoghi che visitiamo.

Ti raccomando di prendere visione di questa nota : Avvertenze sui contenuti presenti in passi Sospesi ed esonero ogni responsabilità.
Possono anche interessarti nella zona:
- PERCORSO PANORAMICO DELLE CONTRADE DI ALTISSIMO
- MOTTO DEL ZANCON
- BUSO DELLE ANGUANE
- CAMMINO ALLA MADONNA DELLA CORONA