Un percorso davvero gratificante è quello che parte da Casarola di Durlo e conduce alla cima del Monte Telegrafo attraversando la cresta est. Va però sottolineato con fermezza che si tratta di un itinerario impegnativo, riservato, a mio avviso, a soli escursionisti esperti, dotati di passo sicuro, esperienza in montagna e totale assenza di vertigini. Per tutti gli altri, sconsiglio vivamente di considerare l’idea di affrontare questo tracciato.

Sono salita molte volte sul Monte Telegrafo, che si trova a 1562 metri di altitudine, sull’estremo bordo orientale della Lessinia, con vista sull’alta Val del Chiampo, in Veneto. Ma mai da qui e la salita lungo la cresta est, che parte da Casarola di Durlo, è davvero molto ripida e richiede un buon allenamento per essere affrontata. Da non confondere con il Monte Telegrafo sul Monte Baldo.
Il borgo di Durlo conserva un fascino unico, con sentieri invasi dalla vegetazione che portano a ruderi nel bosco. Alcune contrade, così isolate, si raggiungono solo percorrendo strade strette e tortuose. Tra le montagne, l’acqua crea forre selvagge e cascate nascoste. Dai punti più alti si ammirano panorami spettacolari sulla verde Valle del Chiampo, famosa per la troticoltura.




SINTESI DELL’ESCURSIONE SUL MONTE TELEGRAFO LESSINIA
- PARCHEGGIO: presso il piccolo parcheggio presente in via Troiani proseguendo sull’unica strada dopo la chiesa
- PARTENZA: pochi minuti dopo il parcheggio proseguire su strada asfaltata fino all’imbocco sentiero Gerolìn presso Casarola di Durlo
- SVILUPPO: 7 km circa totali
- DURATA: mediamente 4 ore totali
- DISLIVELLO: 850 metri D+ circa
- TIPOLOGIA SENTIERO: anello
- DIFFICOLTA’: difficile/escursionisti esperti
- SEGNAVIA: CAI 209 + 213 + 206
- PUNTI DI APPOGGIO: (nessuno lungo il percorso solo all’inizio o alla fine) Ristorante Ferrazza, Ristorante Albergo La Betulla, Pizzeria Residenza “La Betulla“
Per i punti d’appoggio, è consigliabile verificare in anticipo i giorni di apertura, di chiusura e gli orari.
DESCRIZIONE ANELLO MONTE TELEGRAFO LESSINIA
La partenza è situata in località Casarola di Durlo, lungo la strada che conduce a Campofontana a 894 m di quota, circa 300 metri dopo il capitello che si incontra provenendo da Durlo. Si inizia il percorso su una carrareccia, lasciando a destra la strada per Contrà Gerolin, e si continua sul sentiero 209 fino a raggiungere una deviazione a sinistra, ben segnalata da diversi segnavia CAI. Si prosegue sempre sul sentiero 209. Fin qui tutto procede senza problemi. Come accennato in precedenza, è la prima volta che percorro questo sentiero.


Il percorso si fa in salita, ma rimane comunque comodo, e in 20 minuti raggiungiamo il bivio con il sentiero 213. La primavera appena iniziata si manifesta in tutta la sua bellezza, con un tripudio di primule gialle, bucaneve e tantissime campanelline che ci accompagneranno attraverso vaste distese, soprattutto nei pressi di Malga Prat.
Prendiamo il sentiero 213, un percorso impegnativo che richiede circa 1 ora e 30 minuti per raggiungere Cima Telegrafo. Quante volte avevo pensato di affrontarlo, ma altrettante volte avevo rimandato. Si tratta di un sentiero decisamente ripido, tanto che mi sento di sottolineare ancora una volta che, a mio avviso, è adatto solo a escursionisti esperti. In alcuni punti la salita diventa estremamente ripida, mettendo alla prova anche i più allenati. Man mano che salgo la vista fra il rado bosco diventa favolosa, su Durlo e sulla valle di casa.

Il terreno è un po’ bagnato a causa delle piogge dei giorni precedenti, e il bosco è ricoperto di foglie secche, rendendo il cammino più impegnativo: radici umide, foglie e terra scivolose. Nonostante ciò, procediamo a buon ritmo.
E nessun camoscio finora. Il sentiero si arrampica lungo la spalla del Monte Telegrafo, attraversando in alcuni tratti pendii erbosi che, con l’erba secca, possono diventare scivolosi e richiedono una certa attenzione. Tuttavia, il percorso è sempre ben segnalato. Salendo, il bosco si dirada progressivamente, lasciando spazio ad ampie aree prative (molto ripide) e a un panorama spettacolare che include anche la Catena delle Tre Croci con Cima Marana. Sotto di noi si vede benissimo la Purga di Durlo.


Il pendio si innalza ripido tra l’erba secca, e a mio avviso questo è il tratto più impegnativo cella salita. Davanti a me si apre un panorama mozzafiato: la vallata, Durlo e la catena delle Tre Croci si stagliano all’orizzonte, regalando una vista incantevole. Proseguo lungo la cresta erbosa, seguendo una salita costante. Sebbene mai troppo stretta, la cresta è esposta e richiede passo sicuro, e richiede esperienza e assenza di vertigini. Alle nostre spalle, la lunga cresta erbosa appena percorsa si rivela in tutta la sua bellezza. È davvero meravigliosa. Almeno per me. Un ultimo traversa esposto e siamo sul sentiero che sale al Monte Telegrafo e che arriva da Campofontana. Il segnavia da seguire è sempre il 213 e in 5 minuti arriviamo alla cima a 1562 metri accompagnati da bellissimi crocus bianchi e lilla.



Bellissimo il panorama che si può ammirare all’orizzonte nelle giornate terse. Dal Monte Gramolon si osserva chiaramente il tracciato del sentiero dell’arroccamento fino a Cima Marana. Cima Zevola, invece, da qui risulta ancora un po’ nascosta.




Proseguiamo oltre la cima, scendendo lungo un tracciato ripido fino a Forcella Porto (1527 m). Da questo punto è possibile salire a Cima Porto e Cima Lobbia, per poi proseguire verso Malga Laghetto. Questa volta, però, ci dirigiamo verso Malga Menderla, raggiungibile in circa 20 minuti. Seguiamo il sentiero 206. Da questo lato, la vista si apre su Campodalbero, dove si possono distinguere chiaramente la chiesa e i tornanti che conducono all’abitato.


SULLA VIA DEL RITORNO PASSANDO PER MALGA MENDERLA E MALGA PRAT
Finalmente, lungo la discesa che conduce a Malga Menderla, avvistiamo un paio di camosci che, con agilità, si muovono nel fitto del bosco e, da lontano, ci osservano. Rimaniamo alcuni minuti a contemplarli, poi riprendiamo il nostro cammino. In breve, raggiungiamo i ruderi di Malga Menderla 1413 metri.



Dove il bosco si dirada, si apre una splendida visuale su Campodalbero e la Catena delle Tre Croci e anche una bella vista vista sul rifugio Bertagnoli. Proseguendo su sentiero CAI 209 sotto la malga, scendiamo lungo il sentiero che attraversa il bosco fino a raggiungere un bivio. Qui, prendiamo il sentiero sulla destra, evitando di imboccare il 212. Ecco, questa è la zona costellata da campanelline e bucaneve, siamo sbalorditi dalle distese di fiori che abbiamo visto!


Raggiungiamo rapidamente i ruderi di Malga Prat, situati a 1228 metri di altitudine. L’intero sentiero è ben segnalato con segnavia bianchi e rossi su rocce e alberi, oltre a cartelli posizionati lungo il percorso. Il segnavia 209 ci indica la direzione per ritornare a Casarola di Durlo. 1 ora e 30 minuti.


Ora il sentiero si trasforma in un continuo saliscendi lungo il traverso che attraversa il pendio in un fitto bosco, diventando sempre più impegnativo. Questo tratto presenta passaggi esposti e zone dove i canali di scolo hanno eroso e franato il percorso, rendendolo più stretto e difficoltoso. Tuttavia, il panorama si apre magnificamente verso Campodalbero e la catena delle Tre Croci, regalando una vista mozzafiato che accompagna l’intero tragitto. Anche qui si possono avvistare alcuni camosci: sarà necessario prestare attenzione nei passaggi sotto le rocce sovrastanti, perché potrebbe capitare che un camoscio smuova qualche sasso, proprio come è successo a noi.




Fino ad arrivare ad un tratto attrezzato con cordino d’acciaio in cui prestare la massima attenzione.
Dopo questo tratto, in breve tempo raggiungiamo l’incrocio con il sentiero ripido che ci ha condotto all’inizio a cima Telegrafo, completando così l’anello. Da qui iniziamo la breve discesa seguendo il sentiero percorso all’inizio, fino a tornare al parcheggio.

CONCLUSIONI
A mio avviso, si tratta di un itinerario davvero appagante, ben segnalato e tracciato. È molto impegnativo, ma offre grande soddisfazione. È assolutamente sconsigliato percorrerlo in caso di neve o ghiaccio; meglio optare per la stagione più calda.

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